Depurazione

Per permettere alle acque rese impure dall’utilizzo umano e per facilitare la loro re-immissione nell’ambiente è necessario costruire degli impianti che depurano l’acqua. Nella nostra provincia ci sono n. 228 impianti di depurazione ma quelli più importanti sono localizzati uno a Fano e l’altro a Pesaro. A Fano, nei pressi della foce del Metauro, il depuratore tratta i reflui dell’area che va da Metaurilia a Fosse Sejore e arriva fino a Rosciano. A Pesaro, invece, nei pressi del fiume Foglia (località Borgheria) è presente il più grande impianto di depurazione della provincia che tratta i reflui del nucleo urbano di Pesaro. La depurazione è di fondamentale importanza per uomini e ambiente, al punto che l’obbiettivo 6 dell’Agenda 2030, si focalizza proprio su questi aspetti, considerando la gestione e la disponibilità dell’acqua pura un diritto imprescindibile. Il processo depurativo ha l’obiettivo di rimuovere le sostanze inquinanti attraverso due linee di trattamento: la via dell’acqua e la via del fango.

La via dell'acqua

L’acqua "sporca" che esce dalle nostre case e industrie dopo chilometri e chilometri di percorso interrato (la rete fognaria) arriva al depuratore. Nell’impianto di depurazione arrivano le acque chiare e nere. La depurazione avviene attraverso diversi step, meccanici, biologici e chimici.

Il primo step è un pretrattamento meccanico: la grigliatura (vedi foto).

Le acque raccolte passano in un tamburo metallico con delle fessure che bloccano i detriti, come sassolini, legnetti, cotton fiok al suo interno.

 

Il secondo step è un trattamento meccanico: si tratta di dissabbiatura e disoleatura (foto a destra). L’acqua passa in una vasca dove viene immessa aria, che favorisce la caduta della sabbia sul fondo e delle molecole di oli e grassi verso la superficie.

Il trattamento biologico è il cuore dell’impianto di depurazione a fanghi attivi. Nelle vasche di trattamento biologico vengono abbattuti i principali inquinanti contenuti nelle acque reflue, tali inquinanti sono Ammonica e carico organico (BOD5) e derivano principalmente dai residui del metabolismo umano. In queste vasche operano 2 tipi di batteri: aerobi e anaerobi. I batteri aerobi si occupano dell’abbattimento dell’ammoniaca e del carico organico, per poterci riuscire i batteri hanno bisogno costante di aria, per questo motivo sul fondo delle vasche sono presenti dei diffusori che “soffiano” aria dentro alle vasche, permettendo ai batteri di vivere e di svolgere il loro prezioso ruolo di pulizia. Se guardiamo le vasche di ossidazione infatti le vedremmo “bollire”, come una pentola sul fuoco. Abbattendo l’ammoniaca però si genera un temibile inquinante: il nitrato. Qui entrano in gioco i batteri anaerobi, che riescono ad abbattere il nitrato all’interno di vasche nelle quali non è presente ossigeno.

Grazie al lavoro dei batteri aerobi il nitrato viene trasformato in azoto gassoso, una sostanza non pericolosa che viene naturalmente rilasciata in atmosfera. Per poter lavorare al meglio i batteri si uniscono in “fiocchi” che donano all’acqua un aspetto di colore marrone, simile al fango. L’acqua ormai del tutto depurata dalle sostanze inquinanti entra in una serie di vasche circolari con fondo ad imbuto. Queste vasche prendono il nome di sedimentatori. Qui i “fiocchi”, più pesanti dell’acqua, sedimentano sul fondo mentre l’acqua ormai limpida esce dalla superficie. A questo punto è necessario un ultimo trattamento: la disinfezione (step chimico). Questo trattamento serve per eliminare i patogeni presenti nell’acqua di fogna (virus, batteri patogeni, funghi..) in maniera tale da poter restituire all’ambiente un’acqua sana. La disinfezione avviene in diversi modi, aggiungendo all’acqua dei disinfettanti come l’ipoclorito di sodio (il cloro delle piscine) oppure tramite delle speciali lampade a raggi UV.

L’acqua, ormai completamente depurata, può finalmente essere restituita all’ambiente naturale del fiume per alimentare il ciclo dell’acqua. Il fango che si forma nelle fasi di trattamento biologico della via dell’acqua segue una specifica linea di trattamento (la via del fango) che lo trasforma in fertilizzante agricolo (proveniente solo dal depuratore di reflui civili come quello di Borgheria) o lo smaltisce in discarica.