SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

       
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TITOLO IV – NORME PER GLI IMPIANTI INTERNI

Art. 36 – Caratteristiche, responsabilità e collaudi

Gli impianti per la distribuzione dell’acqua all’interno della proprietà privata (tubazioni, sistemi di disconnessone idraulica, serbatoi, pompe, autoclavi, valvole e simili) hanno inizio dopo il contatore dell’acqua. Il cliente ha la piena responsabilità della costruzione e manutenzione degli impianti di distribuzione interna, la cui installazione e manutenzione è a proprio carico e deve avvenire nel rispetto delle norme di buona tecnica.

L’azienda si riserva la facoltà di formulare prescrizioni tecniche, che dovesse ritenere necessarie, da eseguire a cura e spese del cliente, e di collaudare o verificare gli impianti di distribuzione interna prima che siano messi in servizio, al fine di accertarne l’idoneità al mantenimento del requisito di potabilità dell’acqua fornita. Qualora l’impianto interno, non risultasse idoneo, l’azienda ha la facoltà di rifiutare o sospendere l’erogazione senza che il cliente possa reclamare danni. È responsabilità del cliente controllare, o far controllare da tecnici specializzati, la rispondenza dell’impianto interno alle norme vigenti e darne garanzia all’azienda.

L’azienda non ha responsabilità per i danni che possono derivare agli impianti del cliente in seguito ad eventuali modificazioni delle pressioni nella rete idrica di distribuzione. L’azienda si riserva, inoltre, la facoltà di procedere al cambio di pressione al punto di consegna, con criterio discrezionale e insindacabile, ogni qualvolta ne ravvisi la necessità per mantenere l’efficienza del servizio; in tal caso l’azienda provvede ad avvisare gli utenti, affinché possano disporre del tempo necessario all’adeguamento, degli impianti interni al nuovo regime di pressione.

I guasti, che in funzione di queste variazioni di pressione, possono derivare alle tubazioni e/o agli impianti interni non potranno essere imputati all’azienda.

Art. 37 – Prescrizioni

Negli impianti interni il cliente deve sempre comunque osservare le seguenti norme:

  • le tubazioni di distribuzione private, posate all’esterno degli stabili, devono essere messe in opera a profondità adeguata ed a sufficiente distanza dalle tubazioni fognarie e ad una quota ad essi superiore;
  • all’interno degli stabili le tubazioni devono essere collocate in posizioni tali da essere sufficientemente protette dall’azione del gelo e del calore, qualora quest’ultima condizione non possa essere assicurata, le condotte devono essere adeguatamente coibentate;
  • nessuna tubazione dell’impianto interno può sottopassare od essere posta entro tubazioni fognarie, pozzetti di smaltimento, pozzi neri e simili, quando non sia possibile altrimenti, per accertate necessità, dette tubazioni devono essere protette da tubo guaina a tenuta idraulica adeguatamente rivestito contro la corrosione; gli eventuali giunti devono essere posti ad almeno un metro di distanza dalle estremità dell’attraversamento;
  • nei punti più depressi delle condotte devono essere installati rubinetti di scarico, ogni colonna montante deve avere alla base, oltre al rubinetto di scarico, anche un rubinetto di intercettazione;
  • è vietato collegare le condutture di acqua potabile con apparecchi, tubazioni, impianti contenenti vapore, acqua calda, acque non potabili o di altro acquedotto e/o pozzi artesiani o comunque commiste a sostanze estranee; è ugualmente vietato il collegamento delle tubazioni di acqua potabile con apparecchi a cacciata per latrine senza interposizione di vaschette aperte con rubinetti a galleggiante. Tutte le bocche debbono erogare acqua con zampillo libero e visibile al di sopra del livello massimo consentito dai recipienti ricevitori;
  • l’impianto interno deve essere isolato elettricamente dalla rete stradale mediante apposito giunto isolante, e non può essere utilizzato come presa di terra per il collegamento di apparecchi elettrici;
  • è vietato l’inserimento diretto di pompe di sollevamento sulle tubazioni derivate da quelle stradali; all’interno dell’edificio è possibile installare pompe di sollevamento purché gli impianti siano costruiti in modo da impedire il ritorno in rete dell’acqua pompata anche in caso di guasto alle relative apparecchiature. Gli schemi degli impianto di pompaggio e/o pressurizzazione devono essere sottoposti all’approvazione dell’azienda, la quale può prescrivere eventuali modifiche
  • qualora il cliente prelevi acqua anche da pozzi o da altre condotte, non è ammessa la interconnessione idraulica tra gli impianti interni diversamente forniti.

Per l’installazione di serbatoi, nei casi in cui si renda indispensabile l’accumulo di acqua, la bocca di erogazione deve trovarsi al di sopra del livello massimo raggiungibile dall’acqua, in modo da impedire ogni possibile ritorno di acqua per sifonamento. In ogni caso la misurazione dell’acqua deve avvenire prima che la stessa sbocchi nel serbatoio di alimentazione della pompa o nel serbatoio di accumulo.

Art. 38 – Sistemi di disconnessione idraulica

Allo scopo di salvaguardare la potabilità dell’acqua in circolo nella rete, occorre che a valle del contatore sia installato un idoneo sistema capace di garantire la separazione tra rete di distribuzione generale (esterna) e rete di utilizzazione del cliente (interna). Vengono perciò definite due categorie di utenza, una ad alto rischio di contaminazione e l’altra a basso rischio.

Gli utenti che rientrano nelle categorie ad alto rischio quali:

  • artigianali (laboratori fotografici, autocarrozzerie, decapaggi, tintorie, lavanderie, lavaggio auto e simili);
  • zootecniche (allevamenti bestiame e pollame);
  • civili adibite a prestazioni di servizi (ospedali, case di cura, laboratori analisi, piscine, cucine tipo industriale, mense e simili);
  • utenze con impianti centralizzati per il condizionamento d’aria, il raffreddamento;
  • abitative i cui consumi superino i 1.000 (mille) litri/ora;
  • e tutte quelle rientranti nelle categorie delle industrie insalubri a norma di legge.

Per tali tipologie di utenza, ad alto rischio di inversione del senso del flusso tra la rete di distribuzione e rete interna di utilizzo, l’azienda può prescrivere l’inserimento obbligatorio, al posto della valvola di non ritorno, di un idoneo disconnettore idraulico o di un sistema equivalente, la cui posa in opera e successiva manutenzione è a carico del cliente. Il disconnettore idraulico deve essere conforme alle normative tecniche vigenti e corredato delle necessarie certificazioni, e della sua installazione deve essere data comunicazione all’azienda che si riserva a sua volta di effettuare verifiche di idoneità del sistema installato.

Per gli utenti rientranti nella categoria a basso rischio di contaminazione (utenti domestici in genere), l’installazione di idonei sistemi di non ritorno dell’acqua nella rete esterna, viene effettuata dall’azienda in occasione di manutenzioni periodiche o sostituzione di contatori. A tutti i nuovi clienti che si dovessero allacciare alla rete idrica vengono installate a cura dell’azienda, con contributo a carico del cliente, compreso nel preventivo di spesa di allacciamento, idonee apparecchiature di non ritorno così come previste dal presente articolo.

Art. 39 – Prese di terra

L’impianto interno deve essere elettricamente isolato dalla rete stradale con apposito giunto isolante, e non può essere utilizzato come presa di terra per il collegamento di impianti elettrici.

Art. 40 – Perdite, danni, responsabilità

Ogni cliente risponde della buona costruzione e manutenzione degli impianti interni. Nessun abbuono sul consumo dell’acqua è comunque ammesso per eventuali dispersioni o perdite, dagli impianti stessi dopo il contatore, da qualunque causa prodotto, né l’azienda può direttamente o indirettamente essere chiamata a rispondere dei danni che potessero derivare dagli impianti interni.

Per il solo caso di maggior consumo di acqua derivante da perdite occulte su impianti privati e quindi non rilevabile esternamente in modo diretto ed evidente, l’azienda applica quanto previsto in proposito dall’allegato E.

Art. 41 – Vigilanza

L’azienda ha sempre diritto di far ispezionare dai suoi dipendenti gli impianti e gli apparecchi destinati alla distribuzione dell’acqua all’interno della proprietà privata. I dipendenti, muniti di tessera di riconoscimento, hanno pertanto la facoltà di accedere alla proprietà privata, sia per le periodiche verifiche di consumo, sia per accertare alterazioni o guasti nelle condutture e nei contatori o comunque per assicurarsi della regolarità dell’impianto e del servizio sia in generale.

In caso di opposizione o di ostacolo, l’azienda si riserva il diritto di sospendere, previo invio di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, l’erogazione dell’acqua fino a che le verifiche abbiano potuto aver luogo e sia stata accertata la perfetta regolarità dell’esercizio, senza che ciò possa dar diritto a richiesta di compensi od indennizzi di sorta da parte del cliente. Resta altresì salvo il diritto dell’azienda di revocare il contratto di fornitura e di esigere il pagamento di qualsiasi suo credito comunque maturato.